{"id":1028,"date":"2024-12-17T21:13:43","date_gmt":"2024-12-17T21:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/lacapasana.it\/?p=1028"},"modified":"2026-06-01T06:57:11","modified_gmt":"2026-06-01T06:57:11","slug":"lintelligenza-artificiale-e-il-caffe-napoletano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacapasana.it\/?p=1028","title":{"rendered":"L&#8217;INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL CAFF\u00c8 NAPOLETANO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Le scadenze sono scadenze e vanno rispettate. Soprattutto a La Capasana, nel cui decalogo c\u2019\u00e8 quel \u201ccogli l\u2019attimo\u201d che un po\u2019 affascina e un po\u2019 atterrisce. Cogliere l\u2019attimo per l\u2019editoriale \u00e8 una bella sfida. Talvolta anche una bella sfiga. Bisogna centrare l\u2019argomento, renderlo \u201cappetibile\u201d (cosa difficile in tempi dai gusti ricercati), trattarlo bene e servirlo coi guanti bianchi (ormai sono tutti permalosi e vanesii). Compito impossibile? No, con un po\u2019 di fantasia e un po\u2019 cogli occhi aperti ce la si fa. Se poi qualcuno arriccia il naso o sbotta per timor di ricevere \u201csberle a parole\u201d a La Capasana interessa poco. Si sa, questi fogli &#8211; non per dire! &#8211; son fatti apposta per \u201cpro-vocare\u201d. Cio\u00e8 per suscitare reazioni di pensieri e riflessioni, insieme a qualche risata satirica. A Corato ce n\u2019\u00e8 bisogno come il pane, visto che il \u201csonno del companatico\u201d dal Palazzo lo servono un giorno s\u00ec, e l\u2019altro pure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Ebbene, questa volta per affrontar la tenzone dell\u2019editoriale a niente \u00e8 valso il timor vacui, anzi la sindrome da foglio bianco. Per un attimo, un aiutino ho implorato a Chat-Gpt. Poi ci ho ripensato e ho lasciato perdere. Meglio far da s\u00e9, come sempre. Ma far da s\u00e9 su che? Parlare di storie di Nativit\u00e0 e Babbo Natale non ha gran senso, visto il trambusto distruttivo che ci ritroviamo intorno al mondo; che, se non fosse vissuto come un improbabile reality show, certamente ci seppellirebbe di sola paura. Scrivere dei fatti accaduti a Corato in quest\u2019ultimo anno sarebbe noioso e pleonastico esercizio di retorica divisiva perch\u00e9 il niente si commenta da s\u00e9, seppur da s\u00e9 non si spieghi. Nelle strette, allora, son tornato a un argomento che, come il novantanove percento degli umani, conosco poco ma di cui tutti parlano; quello della Intelligenza Artificiale, che in modo abbreviato si scrive AI, e non IA, perch\u00e9 agli inglesi l\u2019aggettivo piace metterlo prima del nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Che cos\u2019\u00e8 e perch\u00e9 parlare di AI in un editoriale? Le definizioni di AI sono tante e solo in parte simili. Tra le tante abbiamo scelto questa: \u201cL\u2019intelligenza artificiale (AI) \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di una macchina di mostrare capacit\u00e0 umane quali il ragionamento, l\u2019apprendimento, la pianificazione e la creativit\u00e0\u201d. \u00c8 una definizione piuttosto semplice di una \u201croba\u201d molto complessa. Ne parliamo in questo editoriale per il semplice fatto che l\u2019AI \u00e8 entrata in modo prepotente nel campo della informazione, e pi\u00f9 in generale della comunicazione, della linguistica e finanche della letteratura. Ci sono negli USA giornali che vengono gestiti, solo o quasi, da computers dotati di intelligenza artificiale. La cosa non \u00e8 di poco conto in quanto sia la narrazione dei fatti che la loro interpretazione viene affidata a certi algoritmi modulati secondo specifiche scelte editoriali. Il che significa che s\u00ec la macchina \u201celabora\u201d, anzi \u201cri-elabora\u201d testi, ma lo fa secondo quanto gli \u00e8 stato detto di fare e tenendo conto di una infinit\u00e0 di informazioni memorizzate. Insomma, \u00e8 s\u00ec intelligente ma non \u201cfurba\u201d. \u00c8 s\u00ec autonoma, ma non libera. Fa tutto molto velocemente, ma in qualche modo ubbidisce. Sul web abbiamo visto come in pochi istanti o minuti, e sulla base di pochi input, si possa ottenere bella e pronta una tesi di laurea, una storia romanzata, addirittura una poesia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>E qua entra in campo il nome stesso di Intelligenza Artificiale, che a ben notare \u00e8 una contraddizione in termini, un ossimoro come per dire \u201cghiaccio bollente\u201d o \u201cacqua in polvere\u201d. L\u2019intelligenza sappiamo essere naturale, seppure non si \u00e8 mai capito in che cosa essa consista esattamente, tanto che ogni tentativo di \u201ccomprenderla\u201d si scontra con gli strumenti per farlo. Esempio tipico quello della misurazione della intelligenza con i test di intelligenza che valutano con qualche esattezza le capacit\u00e0 logico-cognitive non alla stessa maniera quelle adattive o emotive, che pure fanno parte della intelligenza umana. Lo stesso si potrebbe dire delle \u201cmacchine intelligenti\u201d. Sono tali solo nei limiti, seppure amplissimi, delle grandi capacit\u00e0 di elaborazione (qualcuno dice di \u201cragionamento\u201d) dei dati e di utilizzo operativo degli stessi, attraverso modernissime e strabilianti tecnologie, sia civili che purtroppo militari. Non possiamo per\u00f2 dire che gli apparati governati da AI siano minimamente paragonabili anche alla pi\u00f9 piccola intelligenza naturale. Alla macchina manca il cuore, l\u2019anima, la coscienza, la lacrima e il sorriso. Alla macchina manca il \u201csenso dell\u2019essere\u201d. Alla macchina, per quanto intelligente possa essere, \u201cmanca la soddisfazione di gustare un buon caff\u00e8 napoletano\u201d. Non lo diciamo noi, ma lo scrissero egregi intellettuali e noti scienziati nel documento conclusivo di un importante convegno di studi sul rapporto tra l\u2019uomo e la macchina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Queste modestissime riflessioni in forma di editoriale di un giornale satirico come La Capasana ci servono per dire due cose. La prima, ovvia, \u00e8 che faremmo bene a non farci \u201cabbindolare\u201d dalla intelligenza artificiale, che \u00e8, e deve rimanere, un aiuto delle facolt\u00e0 umane; un formidabile \u201cservitor dell\u2019uomo\u201d, non di pi\u00f9. La seconda, meno ovvia ma non meno importante, \u00e8 che la intelligenza artificiale non esime l\u2019uomo dalle sue grandi responsabilit\u00e0 verso il suo simile e verso il mondo. A tutto c\u2019\u00e8 un limite, anche alle strabilianti prospettive della AI. Per l\u2019uomo, invece, onori ed oneri. L\u2019onore, quello di aver, novello Prometeo, generato la \u201cmacchina che pensa, o quasi\u201d. L\u2019onere, quello di farsi carico di controllare che \u201cla macchina non pensi troppo da s\u00e9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Infine, senza alcun artificio di AI e con grande sincerit\u00e0, vorremmo augurare a tutti i lettori de La Capasana un Felice Natale e un Buon Anno Nuovo, sperando di incontrarvi sempre pi\u00f9 numerosi sul nostro foglio che, come detto, un po\u2019 fa ridere e un po\u2019 fa riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong><em>GAETANO BUCCI<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le scadenze sono scadenze e vanno rispettate. Soprattutto a La Capasana, nel cui decalogo c\u2019\u00e8 quel \u201ccogli l\u2019attimo\u201d che un po\u2019 affascina e un po\u2019 atterrisce. Cogliere l\u2019attimo per l\u2019editoriale \u00e8 una bella sfida. Talvolta anche una bella sfiga. 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