COME I CAPPONI DI RENZO TRAMAGLINO

Immagino che in molti ricorderanno le gesta di Renzo Tramaglino, il protagonista dei Promessi Sposi del Manzoni e spero che in molti non avranno dimenticato la scena di costui, che subito dopo aver appreso da Don Abbondio che il suo matrimonio “non s’ ha da fare ” si reca dall’ avvocato Azzeccagarbugli con dei capponi in dono.
Capponi che durante il tragitto non fanno altro che beccarsi l’ un l’ altro.
Ebbene, nel centrodestra coratino, all’ indomani della sconfitta elettorale, ci si becca allo stesso modo, pur di
deresponsabilizzarsi della sconfitta.
Infatti, invece di leccarsi le ferite cercando di analizzare con attenzione l’ esito del voto, a destra si è preso gusto nel lanciarsi accuse di inciuci e di connivenze, l’ uno contro l’ altro armati.
Ed ecco che cosi vengono al pettine gli errori grossolani di una campagna elettorale, che non ha saputo o voluto mettere in evidenza le numerose mancanze dell’ amministrazione targata De Benedittis; penso, per es,
allo spreco dissennato di denaro pubblico, che magari poteva essere destinato alle famiglie disagiate.
Indro Montanelli era solito ripetere che la sinistra ama così tanto i poveri da moltiplicarli e, infatti, il pil della nostra città si è ridotto e i poveri si sono moltiplicati a tal punto che non è un caso che il consigliere più suffragato sia stato proprio l’.ex assessore ai servizi sociali .
Ma queste considerazioni oramai appartengono al passato,
adesso ci troviamo nella fase decadente della resa dei conti, nella fase
del rimbalzo delle responsabilità.
E, infatti, da destra sono partite invettive verso destra, ovvero sono partite offese gratuite verso consiglieri di destra colpevoli di innocenza, colpevoli cioè di aver raggiunto consensi di tutto rilievo rispetto ai propri amici di cordata
Per es. una consigliera viene sistematicamente appellata con il nome di Topolina, alludendo alla sua presunta stretta vicinanza a un politico molto noto
Così pure è di queste ore un comunicato di uno dei confratelli di Fratelli d’ Italia, che ha inteso stigmatizzare il comportamento tenuto in aula dall’ imprenditore Vito Scaringella colpevole di innocenza anche lui, ovvero colpevole di aver votato l’ attuale presidente del consiglio comunale Avv. Stolfa per senso di responsabilità verso la città,
non considerando che un presidente cmq andava eletto, che la situazione si stava impantanando, che in poche parole si stava perdendo tempo su una scelta obbligata, visto che la maggioranza non aveva avuto la correttezza di lasciare all’ opposizione la presidenza del consiglio comunale
Trattasi, quindi, di un attacco frontale senza né capo né coda dettato forse dall’ invidia verso un consigliere che da solo aveva ottenuto i voti di un intero partito.